Bollo auto e possibili aumenti: come si calcola la tassa e cosa potrebbe cambiare per i veicoli

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Michela Bergami

Bollo auto e possibili aumenti: come si calcola la tassa e cosa potrebbe cambiare per i veicoli

Il bollo auto si calcola sulla base della potenza del veicolo espressa in kilowatt e della sua classe ambientale, cioè la categoria di emissioni inquinanti assegnata al momento dell'omologazione. Le tariffe variano da regione a regione perché il bollo è una tassa regionale e ogni giunta può ritoccare gli importi entro certi margini stabiliti dalla legge nazionale.

Come si calcola il bollo auto in base a potenza e classe ambientale

Sul libretto di circolazione trovi la potenza del motore espressa in kilowatt, alla voce P.2. Quel numero è la base di partenza. La tariffa si applica per ogni kilowatt, ma cambia a seconda della classe Euro del veicolo: un'auto Euro 6 paga meno per kilowatt rispetto a un'auto Euro 2, perché inquina meno.

Fino a 100 kilowatt si applica una tariffa base. Per ogni kilowatt oltre i 100, la tariffa sale. Questo significa che un'auto con 120 kW paga la tariffa normale sui primi 100 kW e una tariffa maggiorata sui 20 kW eccedenti. La differenza non è trascurabile: sui kilowatt oltre soglia si può arrivare a pagare quasi il doppio per singolo kW.

Classe ambientaleTariffa fino a 100 kWTariffa oltre 100 kW
Euro 03,00 €/kW4,50 €/kW
Euro 12,90 €/kW4,35 €/kW
Euro 22,80 €/kW4,20 €/kW
Euro 32,70 €/kW4,05 €/kW
Euro 4, 5, 62,58 €/kW3,87 €/kW

Questi sono i valori di riferimento nazionali. Alcune regioni applicano esattamente queste cifre, altre le hanno ritoccate al rialzo. La Lombardia, per esempio, ha una delle tariffe più basse d'Italia, mentre la Campania applica una maggiorazione che può arrivare al 10% in più rispetto alla base nazionale. Per sapere quanto paghi tu, il modo più rapido è usare il calcolatore sul sito dell'ACI inserendo la targa.

Quando si paga e cosa succede se ritardi

Il bollo auto si paga entro l'ultimo giorno del mese successivo alla scadenza. Se il tuo bollo scade ad aprile, hai tempo fino al 31 maggio. Per le auto nuove, il primo pagamento va fatto entro l'ultimo giorno del mese di immatricolazione. Se immatricoli a metà marzo, paghi entro il 31 marzo.

Se paghi in ritardo, scattano sanzioni e interessi. Entro 14 giorni dalla scadenza la sanzione è ridotta allo 0,1% per ogni giorno di ritardo. Dal quindicesimo giorno fino a 30 giorni, si paga l'1,5%. Tra 31 e 90 giorni si sale all'1,67%. Oltre i 90 giorni e fino a un anno, la sanzione arriva al 3,75%. Dopo un anno senza pagamento, la Regione può iscrivere a ruolo il debito e a quel punto la sanzione sale al 30% dell'importo dovuto, più gli interessi legali maturati.

Un dettaglio che molti ignorano: il bollo non pagato per tre anni consecutivi può portare alla radiazione d'ufficio del veicolo dal PRA, il Pubblico Registro Automobilistico. Non succede automaticamente e non succede ovunque con la stessa rapidità, ma è una possibilità concreta.

Esenzioni e riduzioni già in vigore

Le auto elettriche sono esenti dal bollo per i primi cinque anni dall'immatricolazione in quasi tutte le regioni. Dopo i cinque anni, in Lombardia e Piemonte l'esenzione continua a tempo indeterminato. Nelle altre regioni si paga, ma con una riduzione che di solito è del 75% rispetto alla tariffa piena applicata a un veicolo termico di pari potenza.

Le auto ibride hanno agevolazioni molto variabili. Alcune regioni concedono tre anni di esenzione, altre nessuna agevolazione. Non esiste una regola nazionale uniforme, quindi va verificato caso per caso. Le ibride plug-in, quelle che si ricaricano anche alla presa di corrente, tendono ad avere trattamenti più favorevoli rispetto alle ibride tradizionali.

Sono esenti anche i veicoli intestati a persone con disabilità grave certificata ai sensi della legge 104, con un limite di cilindrata: 2000 cc per i benzina e 2800 cc per i diesel. L'esenzione vale per un solo veicolo e va richiesta alla Regione con la documentazione sanitaria.

Le auto storiche con più di trent'anni dalla prima immatricolazione pagano una tassa forfettaria ridotta, che in molte regioni è di circa 28 euro per le auto e 11 euro per le moto. Per i veicoli tra i venti e i ventinove anni, alcune regioni concedono una riduzione del 50%, ma non tutte.

I possibili aumenti legati alle emissioni di CO2

Da diversi anni si discute di riformare il calcolo del bollo spostando la base imponibile dalla potenza in kilowatt alle emissioni di CO2 per chilometro. Il modello esiste già in diversi paesi europei: in Francia e nei Paesi Bassi, per esempio, chi possiede un'auto che emette molto paga di più indipendentemente dalla potenza del motore.

In Italia la proposta è tornata ciclicamente nelle bozze delle leggi di bilancio senza mai essere approvata. Il meccanismo ipotizzato prevede fasce di emissioni di CO2: sotto i 60 grammi per chilometro (sostanzialmente le elettriche e le ibride plug-in) si pagherebbe poco o nulla. Tra 60 e 160 grammi, la fascia in cui rientra la maggior parte delle auto vendute oggi, l'importo resterebbe simile a quello attuale. Sopra i 160 grammi e soprattutto oltre i 200, gli aumenti sarebbero consistenti.

Per capire cosa significherebbe in pratica: un SUV a benzina con motore 2.0 turbo che emette 180 g/km di CO2 oggi paga il bollo in base ai suoi 140 kW, quindi circa 460 euro in una regione con tariffe standard. Con un sistema basato sulle emissioni, potrebbe trovarsi a pagare tra i 550 e i 700 euro, a seconda di come vengono costruite le fasce. Un'utilitaria a benzina con 95 g/km di CO2 e 55 kW, che oggi paga circa 142 euro, resterebbe più o meno sullo stesso importo o scenderebbe leggermente.

Chi verrebbe colpito di più sono i proprietari di veicoli datati con motorizzazioni grandi: diesel e benzina sopra i 2 litri di cilindrata immatricolati prima del 2015, che spesso superano i 180 g/km. Parliamo di una fetta significativa del parco auto italiano, che ha un'età media superiore ai 12 anni.

Cosa puoi verificare adesso sulla tua auto

Il dato sulle emissioni di CO2 della tua auto lo trovi sul libretto alla voce V.7. Se il libretto è in formato vecchio e quella voce manca, puoi cercare il valore sul sito del costruttore usando il modello esatto e l'anno di immatricolazione. Conoscere quel numero ti permette di capire in quale fascia cadresti se la riforma venisse mai approvata.

Per il bollo in scadenza, controlla sempre la data esatta sul sito dell'ACI o sul portale della tua regione. Molte regioni hanno attivato il pagamento tramite PagoPA, il sistema unico per i pagamenti alla pubblica amministrazione e non inviano più il bollettino cartaceo a casa. Se aspetti che arrivi qualcosa per posta, rischi di saltare la scadenza senza accorgertene.

Un'ultima cosa concreta: se stai valutando di cambiare auto e il tema del bollo pesa nella decisione, guarda il dato delle emissioni di CO2 oltre alla potenza. Oggi il bollo si calcola sui kilowatt, ma la direzione in cui si muove la normativa europea è chiara. Scegliere un veicolo sotto i 130 g/km di CO2 ti mette al riparo da qualsiasi revisione futura della tassa, almeno per i prossimi anni.