Come arieggiare casa in pochi minuti nel modo più efficace

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Scritto da

Michele Arpino

Come arieggiare casa in pochi minuti nel modo più efficace

Per ricambiare l'aria in una stanza bastano dai 5 ai 10 minuti con le finestre spalancate, anche d'inverno. Il punto non è quanto tempo tieni aperto, ma come lo fai: la differenza tra un ricambio efficace e uno inutile sta tutta nella gestione delle correnti d'aria e nel momento che scegli.

Perché tenere le finestre socchiuse per ore non serve

La tentazione è quella di lasciare una finestra a ribalta, cioè aperta solo nella parte alta e inclinata, per tutta la mattina. Sembra una buona idea perché entra aria senza fare troppo freddo. In realtà quel tipo di apertura ricambia l'aria molto lentamente: il flusso che passa attraverso quello spiraglio è minimo e nel frattempo stai disperdendo calore in modo costante. D'inverno è il modo più sicuro per alzare la bolletta del riscaldamento senza ottenere quasi nulla in termini di qualità dell'aria.

Quello che funziona davvero è il cosiddetto ricambio d'aria a impatto, cioè aprire completamente le finestre per un tempo breve. In 5 minuti con le finestre spalancate si sostituisce quasi tutta l'aria di una stanza di dimensioni normali, circa 15 o 20 metri quadri. I muri, i mobili e i pavimenti nel frattempo non fanno in tempo a raffreddarsi, quindi quando richiudi la temperatura interna si recupera in fretta. Con la finestra a ribalta per due ore, invece, il volume d'aria ricambiato è simile ma hai disperso molta più energia termica perché le superfici si sono raffreddate gradualmente.

Come creare una corrente d'aria che funzioni

Se apri una sola finestra in una stanza, l'aria entra ed esce dallo stesso punto. Il ricambio avviene, ma è lento perché non c'è un flusso direzionale. Per velocizzare tutto devi creare quella che si chiama ventilazione trasversale: apri finestre o porte su lati opposti della casa, in modo che l'aria fresca entri da un punto e quella viziata esca dall'altro.

In pratica: apri la finestra della camera da letto e quella della cucina, che di solito stanno su facciate diverse. Se hai un corridoio in mezzo, lascia le porte interne aperte. Sentirai la corrente attraversare la casa in pochi secondi. Quando succede, il ricambio è rapido e completo. Tre o quattro minuti bastano, cinque se la casa è grande.

Se il tuo appartamento ha tutte le finestre sullo stesso lato, la ventilazione trasversale non si crea in modo naturale. In quel caso apri comunque tutto quello che puoi, compresa la porta d'ingresso per qualche minuto, oppure usa il bagno se ha una finestra o un aspiratore acceso. Anche un ventilatore piazzato vicino a una finestra aperta e puntato verso l'esterno aiuta a forzare l'uscita dell'aria viziata.

Quante volte al giorno e in quali momenti

La regola generale è arieggiare almeno due o tre volte al giorno. In una casa dove vivono più persone, dove si cucina spesso o dove c'è poca superficie per abitante, tre volte è il minimo. Chi vive da solo in un appartamento spazioso può cavarsela con due.

Il momento migliore per il primo ricambio è la mattina presto, appena svegli. Di notte il livello di anidride carbonica nella camera da letto sale parecchio, soprattutto se dormi con la porta chiusa. Aprire subito le finestre per cinque minuti abbassa la concentrazione di CO2 e toglie quell'aria pesante che senti quando entri in una stanza dove qualcuno ha dormito.

Il secondo momento utile è dopo pranzo o dopo aver cucinato. Cucinare produce umidità, odori e particelle che restano sospese nell'aria. Anche se hai la cappa accesa, una parte di quell'umidità si sparge per casa. Aprire subito dopo evita che il vapore si condensi sui muri e sulle finestre, che è poi il primo passo verso la formazione di muffa.

Il terzo ricambio, la sera prima di andare a dormire, è utile soprattutto se in casa ci sono state più persone durante il giorno o se hai fatto attività che producono umidità, come stendere il bucato in casa o fare la doccia.

Tempi di apertura in base alla stagione

La durata cambia con la temperatura esterna, perché più è freddo fuori, più veloce è lo scambio d'aria tra interno ed esterno. La differenza di temperatura crea un effetto naturale che accelera il flusso.

StagioneTemperatura esterna indicativaTempo con finestre spalancate
InvernoDa 0 a 8 gradi3 o 5 minuti
Primavera e autunnoDa 10 a 20 gradi5 o 8 minuti
EstateOltre 25 gradi8 o 10 minuti

D'estate la differenza di temperatura tra dentro e fuori è minima, quindi lo scambio è più lento. Se hai il condizionatore acceso, arieggia la mattina presto o la sera tardi, quando fuori fa meno caldo, così non butti via tutto il fresco che hai accumulato. In pieno agosto, aprire alle sei di mattina è molto più sensato che farlo alle tre del pomeriggio.

Il rapporto tra umidità e ricambio d'aria

Arieggiare non serve solo a portare dentro ossigeno fresco. Serve anche e forse soprattutto, a controllare l'umidità interna. In una casa abitata si producono dai 6 ai 12 litri di vapore acqueo al giorno tra respirazione, docce, cottura e bucato steso. Se quell'umidità non esce, si accumula, si condensa sulle superfici più fredde e col tempo forma muffa.

Il livello di umidità relativa ideale in casa sta tra il 40 e il 60 per cento. Sotto il 40 l'aria è troppo secca e irrita le vie respiratorie, sopra il 60 si creano le condizioni per la muffa. Un igrometro, cioè uno strumento che misura l'umidità, costa pochi euro e ti dà un'indicazione chiara di quando è ora di aprire. Se dopo la doccia l'igrometro del bagno segna 75 o 80 per cento, quello è il momento di spalancare.

C'è un caso in cui arieggiare non abbassa l'umidità: quando fuori piove e l'aria esterna è più umida di quella interna. In quelle giornate, un ricambio breve resta utile per la CO2 e gli odori, ma non aspettarti che risolva un problema di condensa sui vetri. Se vivi in una zona molto umida e hai problemi cronici di muffa, il ricambio d'aria da solo non basta: serve anche un deumidificatore.

Errori che rendono inutile il ricambio

Il primo è quello già detto: la finestra a ribalta per ore. Spreco di energia, risultato scarso. Il secondo è arieggiare con i termosifoni accesi al massimo. Se apri le finestre, spegni i termosifoni di quella stanza o abbassa le valvole termostatiche. Non ha senso riscaldare l'aria che stai mandando fuori. Quando richiudi, i termosifoni riportano la stanza in temperatura in pochi minuti perché le pareti sono ancora calde.

Un altro errore comune è arieggiare solo la stanza dove si sta di più e ignorare il resto della casa. Le stanze chiuse, soprattutto quelle meno riscaldate come ripostigli o camere degli ospiti, sono le prime dove si forma la muffa perché l'umidità si sposta naturalmente verso le zone più fredde. Anche quelle vanno aperte regolarmente.

Infine, chi tiene le tende pesanti davanti alle finestre e le apre senza scostarle riduce molto il flusso d'aria. Quando apri, sposta anche le tende. Sembra un dettaglio, ma la differenza nel volume d'aria che entra è concreta.

Cosa cambia se hai la VMC

Alcuni appartamenti di nuova costruzione hanno un impianto di ventilazione meccanica controllata, un sistema che ricambia l'aria in modo automatico attraverso bocchette collegate a un motore. Se ce l'hai e funziona correttamente, il ricambio avviene in continuo senza bisogno di aprire le finestre. Questi impianti recuperano anche parte del calore dell'aria in uscita, quindi d'inverno la dispersione è minima.

Però la VMC non è una scusa per non aprire mai. Se cucini qualcosa che produce molto fumo, se fai una festa con dieci persone in soggiorno o se noti che l'aria è comunque pesante, aprire le finestre per qualche minuto resta il modo più rapido per risolvere la situazione. La VMC lavora bene sul mantenimento quotidiano, meno bene sui picchi di inquinamento domestico.

Cinque minuti con le finestre aperte nel modo giusto fanno più di due ore con uno spiraglio. È una di quelle cose semplici che, una volta capito il meccanismo, diventano automatiche e cambiano davvero la qualità dell'aria che respiri ogni giorno.


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Michele Arpino

So cosa vuol dire avere una casa da mandare avanti. Nei miei articoli affronto la vita domestica con concretezza e zero fronzoli: manutenzione, organizzazione degli spazi, piccoli interventi quotidiani. Scrivo di casa dalla stessa prospettiva di chi ci abita ogni giorno