Quattordicesima per i pensionati: chi ne ha diritto, quando arriva e come si calcola l'importo

Pubblicato il

Scritto da

Michela Bergami

Quattordicesima per i pensionati: chi ne ha diritto, quando arriva e come si calcola l'importo

La quattordicesima per i pensionati è una somma aggiuntiva che l'INPS paga una volta all'anno, di solito a luglio, a chi ha una pensione bassa e almeno 64 anni di età. Non tutti la ricevono: dipende dal reddito personale e dagli anni di contributi versati durante la vita lavorativa.

Chi ha diritto alla quattordicesima sulla pensione

Per ricevere la quattordicesima mensilità servono due requisiti insieme. Il primo è anagrafico: bisogna aver compiuto 64 anni di età. Il secondo è economico: il reddito personale complessivo non deve superare un certo tetto, che cambia a seconda della fascia in cui si rientra. Attenzione: si parla di reddito personale, non familiare. Quello del coniuge non conta.

Le fasce di reddito sono due. La prima, quella che dà diritto all'importo pieno, riguarda chi ha un reddito annuo fino a 1,5 volte il trattamento minimo INPS. Nel 2025 il trattamento minimo è di circa 603 euro al mese, quindi 1,5 volte corrisponde a circa 11.758 euro lordi annui. La seconda fascia, introdotta nel 2017, copre chi ha un reddito tra 1,5 e 2 volte il trattamento minimo, cioè fino a circa 15.678 euro annui. Chi sta in questa seconda fascia prende un importo ridotto.

La quattordicesima spetta a chi percepisce una pensione di vecchiaia, di anzianità, anticipata, di invalidità o ai superstiti. Spetta anche a chi ha la pensione sociale o l'assegno sociale, purché rispetti i requisiti di età e reddito. Non spetta invece a chi riceve solo prestazioni assistenziali come l'invalidità civile pura, senza contributi versati.

Come si calcola l'importo

L'importo della quattordicesima non è uguale per tutti. Dipende da due fattori: la fascia di reddito e gli anni di contributi versati. Più contributi hai, più alto è l'importo. La tabella qui sotto mostra le cifre per il 2025, che l'INPS aggiorna ogni anno in base alla rivalutazione del trattamento minimo.

Anni di contributiImporto fascia 1 (fino a 1,5 volte il minimo)Importo fascia 2 (da 1,5 a 2 volte il minimo)
Fino a 15 anni (18 per autonomi)437 euro336 euro
Da 15 a 25 anni (da 18 a 28 per autonomi)546 euro420 euro
Oltre 25 anni (oltre 28 per autonomi)655 euro504 euro

I lavoratori autonomi, come artigiani, commercianti e coltivatori diretti, hanno soglie di contribuzione più alte perché storicamente versavano contributi calcolati in modo diverso rispetto ai dipendenti. Un artigiano con 20 anni di contributi rientra nella seconda fascia contributiva, mentre un dipendente con gli stessi 20 anni è già nella seconda. Questa distinzione è fissa e non dipende dall'importo versato, ma solo dagli anni.

C'è un dettaglio che molti ignorano: se il tuo reddito è vicino al limite massimo della fascia, potresti ricevere un importo parziale. L'INPS fa un calcolo per evitare che la quattordicesima ti porti oltre la soglia. In pratica, se ti mancano 200 euro per raggiungere il tetto e la tua quattordicesima sarebbe di 437 euro, ne ricevi solo 200. Questo meccanismo si chiama clausola di salvaguardia.

Quando viene pagata

L'INPS eroga la quattordicesima a luglio, insieme al rateo mensile della pensione. Per chi compie 64 anni nel corso dell'anno, il pagamento avviene a dicembre, con il conguaglio di fine anno. Se ad esempio compi 64 anni a settembre, non la trovi a luglio ma la ricevi con la pensione di dicembre, proporzionata ai mesi di spettanza da settembre in poi.

Chi già la percepiva l'anno precedente e non ha avuto variazioni di reddito la riceve in automatico, senza dover fare nulla. L'INPS usa i dati delle dichiarazioni dei redditi per verificare il diritto. Se però hai iniziato a percepire la pensione da poco, o se il tuo reddito è cambiato, conviene controllare il cedolino di luglio sul sito INPS o tramite il patronato.

Quali redditi contano e quali no

Questo è il punto dove si fa più confusione. Il reddito che l'INPS considera per la quattordicesima è quello personale complessivo, assoggettato a IRPEF, cioè l'imposta sui redditi delle persone fisiche. Rientrano quindi la pensione stessa, eventuali redditi da lavoro, redditi da affitto, rendite finanziarie soggette a IRPEF.

Non contano invece il reddito della casa di abitazione, il TFR (la liquidazione), le indennità di accompagnamento, gli assegni familiari e i trattamenti di fine rapporto. Nemmeno i redditi soggetti a tassazione separata o a cedolare secca entrano nel calcolo, anche se su quest'ultimo punto ci sono state interpretazioni diverse negli anni. La regola generale è: se il reddito non compare nel rigo del reddito complessivo del modello 730, non viene conteggiato.

Un caso frequente riguarda chi ha un piccolo appartamento in affitto. Se hai scelto la cedolare secca, quel reddito non dovrebbe pesare sul calcolo della quattordicesima. Se invece hai optato per la tassazione ordinaria IRPEF, quel reddito si somma alla pensione e potrebbe farti superare il limite. Vale la pena verificare con un CAF quale regime ti conviene, anche in funzione di questo.

Cosa fare se non la ricevi pur avendone diritto

Capita che l'INPS non eroghi la quattordicesima a chi ne avrebbe diritto. Le ragioni più comuni sono due: dati reddituali non aggiornati oppure mancata presentazione del modello RED, che è una dichiarazione reddituale che l'INPS chiede ai pensionati che non fanno il 730. Se non presenti il RED quando richiesto, l'INPS sospende le prestazioni collegate al reddito, quattordicesima compresa.

In questi casi puoi rivolgerti a un patronato, che è un ente di assistenza gratuito e far verificare la tua posizione. Il patronato può presentare per te una richiesta di ricostituzione della pensione, cioè chiedere all'INPS di ricalcolare tutto con i dati corretti. Se la quattordicesima ti spettava e non l'hai ricevuta, ti vengono pagati anche gli arretrati, di norma fino a cinque anni indietro.

Un'altra situazione frequente riguarda chi ha due pensioni, magari una da lavoro dipendente e una da gestione separata. L'INPS somma entrambe per stabilire il reddito complessivo, ma a volte i sistemi informatici non comunicano bene tra loro. Anche in questo caso, un controllo al patronato risolve la questione in tempi ragionevoli, di solito entro un paio di mesi.

Quattordicesima e tasse

La quattordicesima è esente da IRPEF. Non ci paghi tasse sopra, non fa cumulo con gli altri redditi ai fini fiscali e non incide sul calcolo delle addizionali regionali e comunali. Questo significa che l'importo che trovi nel cedolino è netto: quello che vedi è quello che prendi. È uno dei pochi casi in cui una somma legata alla pensione arriva senza trattenute.

Non incide nemmeno sul calcolo dell'ISEE, l'indicatore della situazione economica che serve per accedere a bonus e agevolazioni. Questo è un vantaggio concreto, perché significa che riceverla non ti penalizza quando chiedi altre prestazioni legate al reddito.

Chi ha una pensione appena sopra il minimo e rientra nei parametri farebbe bene a verificare ogni anno la propria posizione, perché i limiti di reddito cambiano con la rivalutazione del trattamento minimo. Un anno potresti essere escluso per poche decine di euro e l'anno dopo rientrare, semplicemente perché la soglia si è alzata. Non è una cifra enorme, ma 400 o 600 euro netti in più a luglio, per chi vive con una pensione bassa, fanno una differenza reale.