Le patate non si seminano davvero: si piantano i tuberi da seme, interi o tagliati a pezzi, ciascuno con almeno un germoglio visibile. La differenza tra una raccolta abbondante e una deludente si gioca quasi tutta nelle settimane prima della messa a dimora, quando il tubero viene preparato con la pregermogliazione.
Cos'è la pregermogliazione e perché cambia i risultati
La pregermogliazione consiste nel far sviluppare i germogli sul tubero prima di interrarlo. In pratica metti le patate da seme in un posto luminoso e fresco per alcune settimane, così quando le pianti hanno già dei germogli corti e robusti, pronti a crescere. Senza questo passaggio, il tubero deve fare tutto il lavoro sottoterra, al buio e ci mette molto più tempo a emergere dal suolo. Con la pregermogliazione guadagni dalle due alle tre settimane di anticipo sulla raccolta, il che nelle zone con estate corta può fare la differenza tra patate mature e patate rimaste piccole.
Il vantaggio non è solo di tempo. Un germoglio già formato e tozzo, lungo circa 2 o 3 centimetri, è molto più resistente di quei filamenti bianchi e lunghi che si formano nel buio della dispensa. Quei germogli filati si spezzano facilmente durante la messa a dimora e producono piante deboli. Il germoglio corto, verde violaceo, compatto, è quello che vuoi ottenere.
Come preparare i tuberi nel modo giusto
Procurati le patate da seme da un vivaio o un consorzio agrario. Quelle del supermercato spesso sono trattate con antigermoglianti, sostanze che impediscono proprio la formazione dei germogli, quindi non sono adatte. Le patate da seme certificate sono controllate per assenza di malattie virali e fungine e questo ti evita problemi che potresti trascinare nel terreno per anni.
Disponi i tuberi in un unico strato dentro cassette di legno o cartoni delle uova, con la parte dove si concentrano gli "occhi" rivolta verso l'alto. Gli occhi sono quelle piccole fossette sulla superficie da cui spuntano i germogli. Di solito sono raggruppati su un'estremità del tubero, quella che i contadini chiamano la corona. Metti le cassette in un ambiente luminoso ma senza sole diretto, con una temperatura tra i 10 e i 15 gradi. Una stanza non riscaldata, un garage con finestra, un portico riparato vanno tutti bene.
Dopo 4 o 6 settimane i germogli saranno pronti. Se l'ambiente è troppo caldo, crescono in fretta ma restano fragili. Se è troppo buio, si allungano cercando la luce e diventano inutilizzabili. La luce naturale indiretta è la condizione che funziona meglio: tiene i germogli corti e colorati.
Articoli più letti:
Tagliare o non tagliare i tuberi
Le patate piccole, quelle grandi più o meno come un uovo di gallina, si piantano intere. Quelle più grandi conviene tagliarle in pezzi, ciascuno con almeno due germogli e un peso non inferiore ai 40 grammi. Il taglio va fatto con un coltello pulito, due o tre giorni prima di piantare: serve tempo perché la superficie tagliata si asciughi e formi una pellicola protettiva che si chiama suberificazione. Senza questa cicatrizzazione, il pezzo tagliato marcisce facilmente a contatto con la terra umida.
Alcuni passano la superficie tagliata nella cenere di legna, che ha un effetto essiccante e leggermente antisettico. Non è obbligatorio, ma aiuta soprattutto se il terreno è pesante e tende a trattenere molta acqua. Evita di tagliare tuberi che mostrano macchie scure, parti molli o odore sgradevole: sono segnali di marciume o infezione.
Quando e come piantare
Il momento giusto dipende dalla zona. Al Nord Italia si pianta tra fine marzo e metà aprile, al Centro tra marzo e aprile, al Sud anche da febbraio. La regola pratica è che il terreno deve avere almeno 8 gradi di temperatura a 10 centimetri di profondità. Se pianti troppo presto in un terreno freddo e bagnato, il tubero resta fermo e rischia di marcire.
Scava solchi profondi circa 10 o 12 centimetri. Disponi i tuberi con i germogli rivolti verso l'alto, distanziandoli di 30 centimetri l'uno dall'altro. Tra un solco e l'altro lascia almeno 60 centimetri, che ti serviranno dopo per la rincalzatura, cioè quell'operazione in cui accumuli terra alla base delle piante man mano che crescono. La rincalzatura serve a coprire i tuberi che si formano vicino alla superficie, evitando che prendano luce e diventino verdi. Le patate verdi contengono solanina, una sostanza tossica e non vanno mangiate.
Il terreno che serve alle patate
Le patate vogliono un terreno sciolto, che non faccia crosta e non ristagni l'acqua. L'ideale è un suolo sabbioso o di medio impasto, con un pH leggermente acido, tra 5,5 e 6,5. In terreni troppo argillosi le patate vengono piccole e deformi perché faticano a espandersi. Se il tuo terreno è pesante, lavoralo in profondità qualche settimana prima e mescola della sabbia grossolana o del compost maturo per alleggerirlo.
La concimazione va fatta prima della messa a dimora, mai durante. Il letame fresco è da evitare: favorisce malattie fungine come la scabbia, che rende la buccia delle patate ruvida e piena di croste. Meglio del letame ben maturo, interrato almeno un mese prima, oppure compost. Se usi un concime granulare, scegline uno con poco azoto e più potassio: l'azoto fa crescere molta foglia ma pochi tuberi, il potassio favorisce lo sviluppo dei tuberi stessi.
Irrigazione e gestione nelle settimane dopo la messa a dimora
Nelle prime settimane dopo aver piantato, il tubero vive delle sue riserve e non ha bisogno di molta acqua. Anzi, troppa umidità in questa fase è il modo più rapido per farlo marcire. Inizia a irrigare con regolarità quando le piante sono alte circa 15 centimetri e il terreno in superficie è asciutto. La fase critica per l'acqua è la fioritura: è il momento in cui i tuberi sotto terra stanno ingrossando e una carenza idrica in quel periodo riduce la resa in modo significativo.
Bagna il terreno senza bagnare le foglie. L'umidità sulle foglie favorisce la peronospora, il nemico numero uno delle patate, un fungo che in condizioni di caldo umido può distruggere un intero raccolto in pochi giorni. Le foglie diventano marroni, si accartocciano e la pianta muore. Se noti macchie scure sul fogliame, intervieni subito con un prodotto a base di rame.
Tempi di raccolta e segnali da osservare
Le patate precoci si raccolgono dopo circa 70 o 90 giorni dalla messa a dimora, quelle tardive dopo 120 o 150 giorni. Il segnale più affidabile è la parte aerea della pianta: quando le foglie iniziano a ingiallire e seccare, i tuberi sotto sono pronti. Non avere fretta di raccogliere. Se le piante sono ancora verdi e vigorose, i tuberi stanno ancora crescendo.
Per verificare, scava con le mani intorno a una pianta e controlla la dimensione delle patate. Se la buccia si stacca facilmente strofinandola con il pollice, sono ancora immature. Una buccia che tiene è segno che il tubero è pronto e si conserverà bene. Raccogli in una giornata asciutta, lascia le patate all'aria per un paio d'ore perché la terra si asciughi, poi conservale al buio in un luogo fresco e ventilato. Mai in frigorifero: il freddo trasforma gli amidi in zuccheri e altera il sapore.
Tutta la differenza, alla fine, la fa quello che succede prima di piantare. Un tubero pregermogliato, sano, messo in un terreno preparato bene e al momento giusto, ti ripaga con una resa che può arrivare a dieci volte il peso di partenza. Chi salta la preparazione e pianta tuberi dormienti direttamente nel terreno freddo di marzo si ritrova con piante in ritardo, rese basse e più problemi sanitari da gestire.






