Talee di Albero di Giada: come moltiplicare la pianta con successo

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Talee di Albero di Giada: come moltiplicare la pianta con successo

L'albero di Giada si moltiplica per talea con una facilità che poche altre piante hanno. Basta un rametto o anche una singola foglia, un po' di pazienza e le condizioni giuste per ritrovarsi con una nuova pianta identica alla madre.

Talea di ramo e talea di foglia: due strade diverse

La Crassula ovata, il nome botanico dell'albero di Giada, si propaga in due modi: con un pezzo di ramo oppure con una foglia staccata dalla pianta. Entrambi i metodi funzionano, ma danno risultati diversi per tempi e dimensioni della nuova pianta.

La talea di ramo è il metodo più veloce. Si parte da un segmento di stelo già formato, con qualche coppia di foglie e nel giro di tre o quattro settimane si hanno radici abbastanza sviluppate da poter invasare. La pianta che ne nasce ha già una struttura, cresce più in fretta e raggiunge dimensioni apprezzabili nel giro di pochi mesi.

La talea di foglia richiede più tempo. Una singola foglia staccata dalla pianta madre può impiegare da quattro a otto settimane solo per emettere le prime radici e poi serve ancora tempo perché spunti la piccola rosetta di foglie nuove alla base. Il vantaggio è che da una sola pianta puoi ricavare decine di talee senza rovinarla, perché togli solo qualche foglia qua e là.

Come prelevare la talea nel modo giusto

Per la talea di ramo, scegli uno stelo sano, senza segni di marciume o parti molli. Taglia con un coltello pulito o con delle cesoie, facendo un taglio netto, non schiacciato. La lunghezza giusta è tra i 7 e i 12 centimetri. Togli le foglie dalla parte bassa del rametto, quella che andrà interrata, lasciandone almeno due coppie in cima.

Per la talea di foglia, il passaggio critico è staccare la foglia intera. Non devi tagliarla: afferrala alla base, vicino allo stelo e ruotala delicatamente fino a quando si stacca con un piccolo "click". Se la foglia si spezza e il punto di attacco resta sullo stelo, quella foglia non radicherà. Serve il meristema, cioè quel pezzetto di tessuto nel punto in cui la foglia era attaccata al ramo, perché è da lì che partiranno le nuove radici.

L'asciugatura prima di interrare

Questo è il passaggio che molti saltano e che fa la differenza tra una talea che radica e una che marcisce. Dopo aver prelevato il rametto o la foglia, devi lasciar cicatrizzare il taglio all'aria prima di metterlo nel terriccio. Il taglio fresco è una porta aperta per funghi e batteri, soprattutto in una pianta succulenta che contiene molta acqua nei tessuti.

Appoggia le talee su un piattino o su un foglio di carta, in un posto asciutto e luminoso ma non al sole diretto. Per le talee di ramo, servono da tre a cinque giorni. Vedrai che il taglio diventa secco e leggermente calloso al tatto. Per le foglie bastano due o tre giorni. Non avere fretta: se il taglio è ancora umido e lucido, non è pronto.

Terriccio e contenitore adatti

L'albero di Giada vuole un substrato che dreni bene, cioè che lasci passare l'acqua velocemente senza restare zuppo. Il terriccio per succulente che trovi nei vivai va bene, ma puoi migliorarlo mescolandolo con della perlite o della pomice in proporzione di circa metà e metà. Se usi terriccio universale da solo, trattiene troppa umidità e le talee marciscono prima di radicare.

Come contenitore, per le talee di ramo va bene un vasetto di 8 o 10 centimetri di diametro con il foro di drenaggio sul fondo. Per le foglie puoi usare un vassoio basso o una vaschetta, sempre forata. Non servono contenitori grandi: la talea non ha radici e un vaso troppo capiente resta umido troppo a lungo nelle zone dove le radici non arrivano.

Come interrare e quando bagnare

La talea di ramo si pianta nel terriccio per circa due centimetri di profondità. Deve stare dritta da sola. Se traballa, puoi appoggiare un bastoncino come tutore, ma di solito basta premere leggermente il terriccio intorno alla base. Non annaffiare subito: aspetta quattro o cinque giorni dopo aver interrato, poi dai una leggera bagnata. Da quel momento in poi, bagna solo quando il terriccio è completamente asciutto, infilando un dito nel primo centimetro di terra per verificare.

Le talee di foglia non si interrano. Si appoggiano distese sul terriccio leggermente umido, con la parte del taglio che tocca la superficie. Non premerle dentro la terra. Nebulizza con uno spruzzino ogni tre o quattro giorni, quanto basta per mantenere il primo strato di substrato appena umido. L'eccesso di acqua è il nemico principale in questa fase.

Luce, temperatura e posizione

Le talee hanno bisogno di luce indiretta abbondante. Un davanzale esposto a est, che prende il sole del mattino, è la posizione migliore. Il sole diretto delle ore centrali, soprattutto in estate, può disidratare le talee prima che abbiano radici per assorbire acqua. Se non hai un davanzale adatto, va bene qualsiasi punto della casa molto luminoso.

La temperatura ideale per la radicazione è tra i 18 e i 25 gradi. Sotto i 15 gradi il processo rallenta molto e sotto i 10 si ferma del tutto. Per questo il periodo migliore per fare talee è dalla primavera fino a metà settembre. In inverno si può fare, ma i tempi si allungano parecchio e il rischio di marciume aumenta perché il terriccio resta umido più a lungo.

Come capire se la talea ha radicato

Con le talee di ramo, il segnale più affidabile è la resistenza. Dopo tre o quattro settimane, prova a tirare molto delicatamente il rametto verso l'alto. Se senti che oppone resistenza, le radici si sono formate. Un altro indizio è la comparsa di nuove foglioline in cima: se la talea sta crescendo, vuol dire che ha radici che la nutrono.

Per le talee di foglia, vedrai spuntare delle radici sottili e rosate dal punto di taglio e dopo qualche settimana una minuscola rosetta di foglie. A quel punto la foglia madre inizierà ad avvizzire, il che è normale: sta cedendo le sue riserve alla nuova piantina. Non staccarla: aspetta che si secchi da sola e si stacchi senza sforzo.

Errori frequenti e come evitarli

Il problema più comune è il marciume alla base della talea. Succede quasi sempre per due motivi: non aver fatto asciugare il taglio prima di interrare, oppure aver bagnato troppo. Se la base del rametto diventa molle e scura, taglia via la parte marcia con un coltello pulito, lascia asciugare di nuovo e riprova. Se il marciume ha raggiunto più di metà dello stelo, quella talea è persa.

Un altro errore è usare foglie troppo vecchie o troppo giovani. Le foglie gialle o raggrinzite non hanno abbastanza energia per generare una nuova pianta. Quelle troppo piccole, appena spuntate, sono ancora immature. Le foglie migliori sono quelle nella parte centrale dei rami, piene, turgide, di un bel verde uniforme.

C'è anche chi mette le talee in acqua, come si fa con il pothos o il basilico. Con l'albero di Giada funziona, tecnicamente le radici spuntano anche in acqua, ma poi al momento del travaso nel terriccio la pianta fa fatica ad adattarsi. Le radici cresciute in acqua sono diverse da quelle cresciute nel substrato, più fragili e meno efficienti. Meglio radicare direttamente nel terriccio.

Quando rinvasare la nuova pianta

Non avere fretta di spostare la talea radicata in un vaso più grande. Aspetta che le radici abbiano riempito il vasetto iniziale: lo capisci quando vedi le radici uscire dal foro di drenaggio o quando la pianta sembra sproporzionata rispetto al contenitore. Di solito ci vogliono dai tre ai sei mesi dalla radicazione.

Al momento del rinvaso, passa a un vaso di un paio di centimetri più largo, non di più. Usa lo stesso tipo di terriccio drenante che hai usato per la radicazione. Dopo il rinvaso aspetta una settimana prima di bagnare, per dare tempo alle radici eventualmente danneggiate di cicatrizzare. Da quel momento in poi trattala come una pianta adulta: acqua solo quando il terriccio è asciutto, tanta luce e concime per succulente una volta al mese da aprile a settembre.

Una talea di ramo fatta in primavera, con le condizioni giuste, diventa una pianta autonoma e robusta entro l'autunno dello stesso anno. Da lì in poi cresce lenta ma costante e tra qualche anno potrai fare nuove talee anche da quella.


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Sabrina Torcello

Ho il pollice verde da quando ho memoria. Scrivo di giardinaggio per chi vuole risultati concreti: piante sane, orto produttivo, spazi verdi che durano nel tempo. Senza magie, solo buone pratiche.