Potatura del fico: l'errore da evitare per non ridurre la produzione di frutti

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Potatura del fico: l'errore da evitare per non ridurre la produzione di frutti

Il fico è una delle piante da frutto più generose che puoi avere in giardino, ma reagisce male ai tagli sbagliati. La maggior parte dei problemi di produzione che vedo su piante adulte dipende da potature troppo aggressive fatte nel momento sbagliato.

Il taglio che rovina la produzione: accorciare i rami di un anno

L'errore più comune è uno specifico: tagliare la punta dei rami giovani, quelli cresciuti nella stagione precedente. Molti lo fanno pensando di contenere la pianta o di stimolare nuova crescita. Il problema è che il fico produce i suoi frutti principali, quelli estivi che maturano tra agosto e settembre, proprio sulla parte terminale di quei rami. Quando li accorci, stai letteralmente eliminando i punti da cui usciranno i fichi della stagione successiva.

Il meccanismo è diverso da quello di un melo o di un pesco. Su quelle piante, i frutti nascono su strutture chiamate dardi o brindilli, che si trovano lungo tutto il ramo. Il fico invece forma le sue gemme fruttifere concentrate verso l'apice dei rami di un anno, cioè quelli con la corteccia ancora liscia e verde grigiastro. Se tagli quegli ultimi 20 o 30 centimetri, la pianta risponderà buttando fuori un sacco di vegetazione nuova ma senza frutti, o con frutti molto ridotti.

Alcune varietà, dette bifere, producono anche i fioroni a giugno sui rami di due anni. Ma la produzione principale resta quella estiva sui rami giovani. Quindi il danno di una potatura di raccorciamento si sente comunque e parecchio.

Come capire quali rami portano frutto

Distinguere i rami produttivi da quelli che non lo sono è più semplice di quanto sembri. I rami di un anno li riconosci dal colore: sono chiari, con una corteccia sottile che tende al verde o al grigio chiaro. Sono flessibili, non rigidi. Se li guardi bene in inverno, verso la punta noterai delle piccole gemme tondeggianti, più grosse di quelle che trovi alla base. Quelle gemme diventeranno fichi.

I rami più vecchi, quelli di due o tre anni, hanno una corteccia grigia più scura e rugosa. Servono come struttura portante ma non producono direttamente. Poi ci sono i succhioni, quei getti dritti e vigorosi che partono verticali dal centro della chioma o dalla base dei rami grossi. Quelli sì che vanno tolti, perché non fruttificano, rubano energia e chiudono la chioma impedendo alla luce di entrare.

Quando potare il fico

Il periodo giusto dipende da dove vivi. Nelle zone con inverni miti, come il centro sud e le coste, puoi potare tra febbraio e marzo, prima che la pianta riprenda a vegetare. In queste aree il rischio di gelate tardive è basso e la pianta si riprende in fretta.

Se invece stai al nord o in zone interne dove a marzo può ancora gelare, conviene aspettare la fine di marzo o addirittura i primi di aprile. Il fico è meno resistente al freddo di quanto si pensi: i tagli freschi espongono il legno all'umidità e al gelo e questo può causare disseccamenti che si estendono ben oltre il punto di taglio. Un ramo potato che prende una gelata può seccare fino alla biforcazione successiva e a quel punto hai perso molto più di quanto volevi togliere.

C'è anche chi pota leggermente in estate, dopo la raccolta dei fioroni a giugno. Questo intervento estivo ha senso solo per eliminare rami rotti, malati o succhioni che si sono sviluppati troppo. Non è il momento per interventi strutturali sulla chioma.

Cosa tagliare e cosa lasciare

La regola di base è semplice: sul fico si taglia per diradare, non per accorciare. Significa che invece di spuntare i rami a metà, togli interi rami che non servono, tagliandoli alla base, nel punto in cui si inseriscono su un ramo più grosso.

Vanno eliminati i succhioni verticali, i rami secchi, quelli che si incrociano creando sfregamento e quelli che crescono verso l'interno della chioma. L'obiettivo è avere una pianta aperta, dove la luce arriva anche ai rami più bassi. Il fico ha bisogno di sole diretto sui rami per far maturare bene i frutti: un fico con la chioma troppo fitta produce frutti piccoli, acquosi e che faticano a maturare.

Se la pianta è diventata troppo alta e vuoi abbassarla, non tagliare le cime dei rami principali. Piuttosto, scegli un ramo laterale ben posizionato e taglia il ramo principale appena sopra quel punto di biforcazione. In questo modo la pianta si abbassa ma il ramo laterale, che ha le sue gemme fruttifere intatte, continuerà a produrre normalmente. Questo tipo di taglio si chiama "taglio di ritorno" e funziona bene sul fico.

Quanto togliere in una sola volta

Il fico soffre le potature drastiche. Se togli più di un quarto della chioma in un solo intervento, la pianta reagisce producendo una quantità enorme di nuova vegetazione a scapito dei frutti. È un meccanismo di difesa: la pianta percepisce di aver perso troppa massa fogliare e cerca di ricostruirla il più in fretta possibile, dirottando le energie sulla crescita invece che sulla fruttificazione.

Se hai un fico che è stato trascurato per anni e ha bisogno di un intervento importante, distribuiscilo su due o tre stagioni. Il primo anno togli i succhioni e i rami secchi. Il secondo anno intervieni sulla struttura, eliminando uno o due rami grossi mal posizionati. Il terzo anno rifinisci. In questo modo la pianta non subisce uno shock e continua a produrre frutti anche durante il periodo di riforma.

Attrezzi e accorgimenti pratici

Il legno del fico è morbido e si taglia facilmente, ma proprio per questo è importante usare lame ben affilate. Un taglio netto cicatrizza in poche settimane. Un taglio slabbrato, fatto con cesoie spuntate o con un seghetto che strappa le fibre, resta aperto a lungo e diventa un punto di ingresso per funghi e batteri.

Per i rami fino a due centimetri di diametro bastano delle cesoie a doppio taglio. Per quelli più grossi serve un segaccio da potatura con denti a taglio giapponese, che lavora in trazione e lascia una superficie liscia. Dopo ogni taglio su rami di diametro superiore a tre centimetri, applica del mastice cicatrizzante o della pasta di rame. Il fico emette un lattice bianco dal taglio che aiuta a sigillare la ferita, ma sui tagli grossi non basta.

Un dettaglio che molti trascurano: quel lattice bianco è irritante per la pelle, soprattutto se ti esponi al sole dopo averlo toccato. Può causare dermatiti anche serie. Usa sempre guanti da lavoro quando poti un fico e lavati le mani subito dopo.

Differenza tra varietà unifere e bifere

Non tutti i fichi si comportano allo stesso modo. Le varietà unifere producono una sola volta, in estate, sui rami dell'anno precedente. Sono la maggioranza delle varietà coltivate in Italia: Dottato, Brogiotto Nero, Verdino. Su queste piante il discorso fatto finora si applica in pieno: toccare i rami giovani significa perdere il raccolto.

Le varietà bifere, come il Fico Nero di Cosenza o il San Pietro, producono due volte. I fioroni a giugno sui rami di due anni e i forniti, i fichi veri e propri, in estate sui rami di un anno. Su queste varietà hai un margine leggermente maggiore, perché anche se sbagli la potatura conservi almeno la produzione dei fioroni. Ma i forniti, che sono più numerosi e spesso di qualità migliore, li perdi comunque.

Se non sai che varietà hai, guarda la pianta a giugno: se produce dei frutti grossi e un po' insipidi prima dell'estate piena, è una bifera. Se i primi frutti li vedi solo a fine luglio o agosto, è una unifera e devi stare ancora più attento a non toccare quei rami giovani.

Il fico è una pianta che premia chi la pota poco e con criterio. Due o tre tagli giusti ogni anno valgono più di un'ora passata a sfoltire a caso. Meno lo tocchi nei punti sbagliati, più ti ripaga con frutti abbondanti e ben formati.


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Sabrina Torcello

Ho il pollice verde da quando ho memoria. Scrivo di giardinaggio per chi vuole risultati concreti: piante sane, orto produttivo, spazi verdi che durano nel tempo. Senza magie, solo buone pratiche.