Calabroni in giardino: come allontanarli con un rimedio naturale e veloce

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Calabroni in giardino: come allontanarli con un rimedio naturale e veloce

I calabroni costruiscono il nido vicino alle abitazioni perché trovano riparo sotto le grondaie, nei cassonetti delle tapparelle, nelle cavità dei muri o negli alberi del giardino. Allontanarli senza usare insetticidi chimici si può, a patto di capire con cosa hai a che fare e di muoverti nel momento giusto.

Calabroni e vespe: riconoscerli prima di agire

Prima di tutto, serve distinguere il calabrone europeo (Vespa crabro) dalla vespa orientalis e soprattutto dalla vespa velutina, il cosiddetto calabrone asiatico. Il calabrone europeo è grosso, lungo circa 3 centimetri, con il corpo bruno e striature gialle sull'addome. La vespa velutina è leggermente più piccola, più scura, con le zampe gialle nella parte terminale. La differenza conta perché la velutina è una specie invasiva e va segnalata alle autorità sanitarie locali o ai vigili del fuoco, non gestita in autonomia.

Il calabrone europeo, invece, è autoctono e ha un ruolo nell'ecosistema: si nutre di insetti, compresi parassiti delle piante. Non è aggressivo di suo, ma difende il nido con decisione se si sente minacciato. Il punto è proprio questo: se il nido è lontano dalle zone di passaggio, a volte la scelta migliore è lasciarlo dov'è fino all'autunno, quando la colonia muore naturalmente con il freddo. Ma se il nido è vicino alla porta di casa, alla zona dove mangiate all'aperto o dove giocano i bambini, bisogna intervenire.

Quando e come intervenire in sicurezza

I calabroni sono attivi di giorno e rientrano nel nido al tramonto. Qualsiasi intervento va fatto nelle ore serali, quando è quasi buio, o all'alba prima che escano. Di giorno rischi di trovare il nido semivuoto e di avere decine di calabroni che tornano trovando il nido disturbato: la situazione peggiore possibile.

Se il nido è più grande di un'arancia, il consiglio serio è chiamare i vigili del fuoco o una ditta specializzata. Non è una questione di coraggio: un nido maturo può contenere centinaia di individui e una reazione di difesa collettiva è pericolosa anche per chi non è allergico. Le punture multiple di calabrone provocano dolore intenso, gonfiore e in alcuni casi reazioni sistemiche che richiedono il pronto soccorso.

Per nidi piccoli, appena formati, in fase iniziale, cioè quando vedi una struttura grande quanto una noce o una pallina da golf con pochi esemplari, puoi agire tu con le dovute precauzioni.

Il rimedio naturale che funziona: la trappola con birra e zucchero

Il metodo più efficace tra quelli casalinghi è la trappola a bottiglia. Si prepara in due minuti e sfrutta il fatto che i calabroni sono attratti dalle sostanze zuccherine fermentate. Funziona come sistema di cattura e, posizionata nel punto giusto, riduce la popolazione attiva intorno al nido fino a rendere la colonia insostenibile.

Prendi una bottiglia di plastica da un litro e mezzo. Tagliala a circa un terzo dall'alto, capovolgi la parte superiore e infilala dentro quella inferiore, così da creare un imbuto che porta verso il basso. I calabroni entrano attratti dall'odore ma non riescono più a uscire.

Dentro la bottiglia versa circa 200 millilitri di birra, un cucchiaio abbondante di zucchero o miele e un goccio di aceto di vino. La birra fermenta e produce un odore che i calabroni trovano molto attraente. L'aceto serve a tenere lontane le api, che invece ne sono infastidite: è un dettaglio importante perché le api sono insetti protetti e non vanno danneggiate.

Appendi la trappola a un ramo o fissala a un palo a circa un metro e mezzo da terra, a una distanza di almeno 3 o 4 metri dal nido. Non metterla troppo vicina, altrimenti rischi di attirare i calabroni proprio nella zona dove passi tu. L'ideale è posizionarla in un angolo del giardino poco frequentato, lungo il percorso che i calabroni fanno per cercare cibo.

Svuota e ricarica la trappola ogni 3 o 4 giorni, perché il liquido perde efficacia e l'accumulo di insetti morti dentro la bottiglia la rende meno attraente.

Sostanze repellenti da usare nelle zone di passaggio

La trappola cattura, ma nel frattempo puoi rendere meno invitanti le aree dove stai tu. I calabroni non sopportano alcuni odori e questo lo puoi sfruttare senza comprare nulla di particolare.

Il caffè in polvere bruciato è il classico rimedio della nonna che ha un fondo di verità. Metti del caffè macinato in un piattino di metallo o alluminio e accendilo con un accendino: non fa fiamma, produce una brace lenta e un fumo denso dall'odore forte. Ai calabroni dà molto fastidio. Il limite è che funziona solo finché brucia, quindi va ripetuto e copre un'area ridotta, un paio di metri intorno al piattino.

Gli oli essenziali di citronella, menta piperita e chiodi di garofano hanno un effetto repellente reale ma blando. Puoi diluire 15 o 20 gocce di olio essenziale in mezzo litro d'acqua con un cucchiaino di sapone liquido per piatti, che serve a emulsionare l'olio nell'acqua e spruzzare la miscela sulle superfici dove i calabroni si posano: ringhiere, travi di legno, bordi delle finestre. L'effetto dura qualche ora, poi va ripetuto. Non è una soluzione definitiva, ma tiene i calabroni a distanza dalla zona pranzo o dall'ingresso di casa il tempo necessario.

Cosa non fare mai

Non spruzzare acqua sul nido. Non provare a staccarlo con un bastone. Non usare il fuoco vicino al nido. Sono tutte azioni che scatenano una reazione di difesa immediata e violenta. I calabroni rilasciano un feromone di allarme quando si sentono attaccati: in pratica, il primo che ti punge richiama tutti gli altri.

Non sigillare il foro di ingresso del nido pensando di intrappolarli dentro. I calabroni sono in grado di rosicchiare il legno e il cartongesso e se bloccati cercano un'altra uscita, che potrebbe essere verso l'interno della casa.

Evita anche i movimenti bruschi quando un calabrone ti vola intorno. Non agitare le braccia, non soffiare. Stai fermo, allontanati lentamente. Il calabrone isolato, lontano dal nido, non ha quasi mai motivo di pungere se non si sente in pericolo diretto.

Quando la situazione richiede un professionista

Se il nido è in una posizione difficile da raggiungere, dentro un muro, nel sottotetto, nel cassonetto della tapparella, non improvvisare. I vigili del fuoco intervengono gratuitamente per la rimozione dei nidi di imenotteri, cioè la famiglia di insetti che comprende api, vespe e calabroni, quando rappresentano un pericolo per le persone. In alternativa esistono ditte di disinfestazione che operano con attrezzature adatte e costi che vanno dai 60 ai 150 euro a seconda della posizione e della dimensione del nido.

Se qualcuno in famiglia è allergico al veleno di imenotteri, non gestire la cosa in autonomia in nessun caso, nemmeno con un nido piccolo. Una singola puntura in un soggetto allergico può provocare shock anafilattico nel giro di pochi minuti.

Le trappole e i repellenti funzionano bene come gestione quotidiana e come prevenzione a inizio stagione, tra aprile e maggio, quando le regine fondatrici cercano un posto dove costruire il nido. Intercettarle in quel momento, prima che la colonia cresca, è il modo più efficace per evitare il problema alla radice.


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Sabrina Torcello

Ho il pollice verde da quando ho memoria. Scrivo di giardinaggio per chi vuole risultati concreti: piante sane, orto produttivo, spazi verdi che durano nel tempo. Senza magie, solo buone pratiche.