Ortensie in giardino: cosa fare in questo periodo per mantenerle sane

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Ortensie in giardino: cosa fare in questo periodo per mantenerle sane

Le ortensie tra fine primavera e inizio estate stanno nel momento più delicato dell'anno: stanno per fiorire o hanno appena iniziato, il caldo aumenta e le decisioni che prendi adesso determinano la qualità della fioritura e la salute della pianta per i mesi a venire. Vediamo cosa serve fare concretamente, senza perdere tempo.

Annaffiatura: quanta acqua e quando darla

Le ortensie hanno un apparato radicale superficiale, il che significa che le radici stanno nei primi 20-30 centimetri di terra. Questo le rende molto sensibili sia alla siccità che ai ristagni. Non basta annaffiare "quando ti ricordi": serve un ritmo preciso, soprattutto quando le temperature superano i 25 gradi.

In questo periodo, con il caldo che sale, annaffia al mattino presto oppure la sera dopo il tramonto. Mai nelle ore centrali: l'acqua evapora prima di arrivare alle radici e le gocce sulle foglie possono provocare scottature. La quantità dipende dal tipo di terreno, ma una regola che funziona è questa: infila un dito nella terra vicino alla base della pianta. Se a 3-4 centimetri di profondità è asciutto, devi annaffiare. Se è ancora umido, aspetta.

Un errore comune è bagnare le foglie e i fiori dall'alto con il tubo o l'irrigatore a pioggia. Le ortensie vanno annaffiate alla base, direttamente sul terreno. L'acqua sulle foglie favorisce le malattie fungine, in particolare l'oidio, quella patina biancastra che sembra polvere e che compare proprio quando c'è umidità combinata con il caldo.

La pacciamatura fa la differenza

Se non hai ancora messo uno strato di pacciamatura attorno alle ortensie, questo è il momento giusto. La pacciamatura è semplicemente del materiale organico che copre il terreno intorno alla pianta: corteccia sminuzzata, foglie secche, paglia, anche erba tagliata e lasciata seccare un paio di giorni. Lo strato ideale è di circa 5-7 centimetri.

Quello che fa è triplice: mantiene il terreno umido più a lungo riducendo l'evaporazione, tiene le radici fresche quando il sole picchia e col tempo si decompone arricchendo il suolo di sostanza organica. Attenzione però a non ammassare la pacciamatura direttamente contro il fusto della pianta: lascia un paio di centimetri di spazio, altrimenti rischi marciumi al colletto, cioè nella zona dove il fusto esce dalla terra.

Concimazione: cosa dare e cosa evitare

Se le tue ortensie stanno formando i boccioli o sono già in fiore, puoi ancora concimare, ma con criterio. Un concime con poco azoto e più potassio e fosforo è quello che serve adesso. L'azoto spinge la crescita delle foglie a scapito dei fiori: utile in marzo, controproducente a giugno. Cerca un concime per piante fiorite con un rapporto tipo 10-20-20 o simile. I tre numeri indicano azoto, fosforo e potassio, in quest'ordine.

La concimazione va fatta ogni 15-20 giorni fino a metà luglio, poi si smette. Concimare troppo tardi nella stagione stimola nuova vegetazione che non avrà il tempo di irrobustirsi prima dell'autunno e sarà vulnerabile al freddo invernale. Se usi un concime granulare a lento rilascio, una sola applicazione adesso può bastare per tutta la stagione.

Un dettaglio che molti trascurano: le ortensie che crescono in vaso hanno bisogno di concimazione più frequente rispetto a quelle in piena terra, perché il substrato nel vaso si impoverisce velocemente con le annaffiature ripetute che dilavano i nutrienti.

Il colore dei fiori si decide adesso

Se hai ortensie macrophylla, quelle con i fiori a palla grandi e rotondi, il colore dei fiori dipende dal pH del terreno, cioè da quanto è acido o alcalino. Terreno acido, con pH sotto 6: fiori blu. Terreno alcalino, con pH sopra 6,5: fiori rosa. In mezzo si ottengono tonalità violacee, a volte poco definite.

pH del terrenoColore dei fioriCosa fare
Sotto 5,5Blu intensoAggiungere solfato di alluminio
Tra 5,5 e 6,5Viola o mistoCorreggere in una direzione
Sopra 6,5RosaNon aggiungere alluminio

Per ottenere o mantenere il blu, puoi sciogliere 20-30 grammi di solfato di alluminio in 5 litri d'acqua e annaffiare alla base una volta al mese, da aprile a giugno. Lo trovi nei garden center, spesso venduto proprio come "azzurrante per ortensie". Per avere fiori rosa, invece, basta non intervenire se il tuo terreno è già calcareo, oppure aggiungere un po' di cenere di legna o calce dolomitica per alzare il pH. Tieni presente che le ortensie bianche restano bianche indipendentemente dal pH: il meccanismo del colore riguarda solo le varietà che producono pigmenti sensibili all'alluminio.

Potatura: cosa tagliare adesso e cosa non toccare

Qui si fanno i danni più grossi. La regola principale è questa: la maggior parte delle ortensie macrophylla fiorisce sui rami dell'anno precedente. Se adesso tagli quei rami, stai eliminando i fiori di quest'anno. La potatura vera si fa a fine inverno, tra febbraio e marzo e consiste nel rimuovere solo i rami secchi, quelli danneggiati dal gelo e le infiorescenze vecchie dell'anno prima.

In questo periodo l'unico intervento sensato è togliere i fiori appassiti man mano che sfioriscono, tagliando appena sopra la prima coppia di foglie sotto il fiore. Questo si chiama "deadheading" in gergo da giardiniere e serve a evitare che la pianta sprechi energie per produrre semi invece di rafforzarsi. Puoi anche eliminare i rami chiaramente morti, quelli secchi e marroni che si spezzano con le dita.

Fanno eccezione le ortensie paniculata e le arborescens, come la classica Annabelle. Queste fioriscono sui rami nuovi, quelli cresciuti nella stagione in corso, quindi tollerano potature più decise anche a fine inverno senza perdere la fioritura. Se non sai che varietà hai, guarda la forma del fiore: a pannocchia allungata è una paniculata, a palla piatta e morbida probabilmente una arborescens, a palla tonda e compatta una macrophylla.

Parassiti e malattie da tenere d'occhio

Con il caldo e l'umidità di questo periodo, i problemi più frequenti sono tre. Il primo è l'oidio, di cui ho già accennato: patina bianca sulle foglie, che col tempo le fa ingiallire e cadere. Si previene evitando di bagnare le foglie e garantendo una buona circolazione d'aria attorno alla pianta. Se le ortensie sono troppo fitte, sfoltisci qualche ramo interno.

Il secondo problema sono gli afidi, quei piccoli insetti verdi o neri che si ammassano sulle punte dei germogli e sotto le foglie giovani. Li riconosci perché le foglie si accartocciano e diventano appiccicose. Un getto d'acqua forte diretto sulle colonie li rimuove nella maggior parte dei casi. Se l'infestazione è seria, il sapone di Marsiglia sciolto in acqua, circa 20 grammi per litro, spruzzato sulle parti colpite funziona bene.

Il terzo è la clorosi ferrica, che non è un parassita ma una carenza: le foglie diventano gialle con le venature che restano verdi, un disegno molto riconoscibile. Succede quando il terreno è troppo calcareo e la pianta non riesce ad assorbire il ferro. Si corregge con chelato di ferro, un prodotto in polvere o liquido che si diluisce nell'acqua di annaffiatura seguendo le dosi indicate sulla confezione.

Ortensie in vaso: attenzioni in più

Chi coltiva le ortensie in vaso sul terrazzo deve sapere che il substrato si scalda molto più velocemente rispetto alla piena terra. Nelle giornate più calde, la temperatura dentro un vaso di plastica scuro esposto al sole può superare i 40 gradi e le radici soffrono. Sposta i vasi in una posizione dove prendano sole al mattino e ombra nel pomeriggio. Se non puoi spostarli, metti un telo chiaro attorno al vaso per ridurre il surriscaldamento.

Il rinvaso in questo periodo si fa solo se la pianta è davvero stretta, con radici che escono dai fori di drenaggio. In quel caso, scegli un vaso di 4-5 centimetri più largo del precedente, non di più. Un vaso troppo grande trattiene troppa umidità rispetto alla capacità delle radici di assorbirla e questo porta a marciumi. Usa un terriccio per piante acidofile, che ha già il pH adatto e metti sempre uno strato di argilla espansa sul fondo per il drenaggio.

Le ortensie sono piante generose: con poca manutenzione mirata restituiscono fioriture abbondanti per anni. Quello che conta davvero è non fare le cose sbagliate al momento sbagliato, più che fare chissà quali interventi speciali. Acqua giusta, sole filtrato, niente potature azzardate adesso e la pianta fa il suo lavoro da sola.


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Sabrina Torcello

Ho il pollice verde da quando ho memoria. Scrivo di giardinaggio per chi vuole risultati concreti: piante sane, orto produttivo, spazi verdi che durano nel tempo. Senza magie, solo buone pratiche.