Il bicarbonato di sodio è leggermente abrasivo, abbastanza da rimuovere lo sporco incrostato nelle fughe del pavimento senza graffiare le piastrelle. Costa poco, non rilascia vapori tossici e si trova in qualsiasi supermercato.
Cosa ti serve e in quali dosi
Prima di iniziare, prepara tutto sul piano di lavoro. Non servono prodotti particolari: la maggior parte delle cose le hai già in casa. Il bicarbonato va mescolato con acqua fino a ottenere una pasta densa, simile a un dentifricio. Se è troppo liquida non resta sulle fughe, se è troppo compatta non si spalma bene.
| Materiale | Quantità | Note |
|---|---|---|
| Bicarbonato di sodio | 3 cucchiai colmi | Quello alimentare va benissimo |
| Acqua | 1 cucchiaio | Aggiungere poco alla volta |
| Spazzolino vecchio o spazzola per fughe | 1 | Setole rigide, non morbide |
| Panno in microfibra | 1 | Per raccogliere i residui |
Con queste dosi copri circa due metri quadrati di pavimento. Se la superficie è più grande, raddoppia o triplica proporzionalmente. Prepara la pasta al momento: se la lasci riposare troppo a lungo si secca e perde efficacia.
Come preparare e applicare la pasta di bicarbonato
Metti il bicarbonato in una ciotola e aggiungi l'acqua un po' alla volta, mescolando con un cucchiaio. Quando ottieni una consistenza cremosa che resta attaccata al dito senza colare, è pronta. Non aggiungere tutta l'acqua insieme perché rischi di fare un liquido inutilizzabile.
Spalma la pasta direttamente sulle fughe con le dita o con il retro del cucchiaio. Non serve coprire le piastrelle: concentrati solo sulle linee tra una mattonella e l'altra. Lavora a sezioni piccole, un metro quadrato alla volta, così la pasta non si secca prima che tu riesca a strofinare.
Lascia agire per dieci minuti. In questo tempo il bicarbonato ammorbidisce lo sporco e il grasso depositato nelle fughe. Se le fughe sono molto scure o non vengono pulite da mesi, puoi arrivare a quindici minuti, ma oltre non cambia nulla.
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Come strofinare senza rovinare le fughe
Prendi lo spazzolino e strofina seguendo la direzione della fuga, avanti e indietro. Non fare movimenti circolari larghi che spargono la pasta sulle piastrelle senza lavorare davvero nella fessura. La pressione deve essere decisa ma non esagerata: le fughe in cemento, che sono il tipo più comune nelle case italiane, si consumano se le aggredisci con troppa forza per anni.
Uno spazzolino da denti vecchio funziona bene per le fughe strette, quelle da due o tre millimetri. Per fughe più larghe, come quelle dei pavimenti rustici o del cotto, una spazzola per fughe con manico è più comoda e ti risparmia il mal di schiena. La trovi nei negozi di casalinghi per pochi euro.
Dopo aver strofinato, passa un panno umido in microfibra per raccogliere tutti i residui. Risciacqua il panno spesso, altrimenti risposti lo sporco che hai appena tolto. Se il pavimento è grande, cambia l'acqua del secchio almeno una volta a metà lavoro.
Aggiungere aceto o non aggiungerlo
Molte guide suggeriscono di mescolare bicarbonato e aceto insieme. La reazione che produce schiuma è spettacolare da vedere, ma dal punto di vista chimico le due sostanze si neutralizzano a vicenda. Il risultato è acqua salata con anidride carbonica, cioè qualcosa che pulisce meno del bicarbonato da solo.
Se vuoi usare l'aceto, fallo in un passaggio separato. Prima pulisci con la pasta di bicarbonato, risciacqua bene e poi passa un panno con aceto bianco diluito in acqua (mezzo bicchiere di aceto per un litro d'acqua). L'aceto serve a togliere eventuali residui di calcare e a dare un aspetto più uniforme alle fughe. Ma attenzione: non usare aceto su fughe in marmo o su pavimenti in pietra naturale, perché l'acido corrode queste superfici e le opacizza in modo permanente.
Quando il bicarbonato non basta
Il bicarbonato funziona bene sullo sporco quotidiano: polvere compattata, grasso da cucina, segni di scarpe, residui di detersivo accumulati nel tempo. Non funziona su tutto.
Se le fughe sono diventate nere in bagno, specialmente nella doccia o vicino alla vasca, il problema potrebbe essere muffa. La muffa ha radici che penetrano nel materiale poroso delle fughe e il bicarbonato non riesce a eliminarla del tutto. In quel caso serve un prodotto antimuffa specifico a base di cloro, oppure acqua ossigenata a 40 volumi applicata con un pennellino e lasciata agire per venti minuti.
Anche le macchie di ruggine non vengono via con il bicarbonato. Se vedi aloni arancioni o marroni vicino a tubi, termosifoni o gambe di mobili in ferro, ti serve un prodotto acido specifico per la ruggine.
Un altro caso in cui il bicarbonato non risolve è quando le fughe non sono sporche ma proprio deteriorate. Se si sbriciolano, si staccano a pezzi o sono piene di crepe, nessun prodotto le farà tornare come nuove. In quella situazione l'unica soluzione è rimuovere le vecchie fughe con un utensile apposito e rifarle con dello stucco nuovo.
Ogni quanto ripetere la pulizia
In cucina, dove il pavimento raccoglie schizzi di olio e residui di cibo, una pulizia delle fughe con bicarbonato ogni tre o quattro settimane mantiene le linee chiare senza troppa fatica. In soggiorno o nelle camere da letto basta una volta ogni due mesi, perché lo sporco si accumula molto più lentamente.
Il bagno è un discorso a parte. L'umidità costante favorisce la formazione di depositi di calcare e muffa, quindi conviene intervenire ogni due settimane nelle zone più esposte all'acqua, come il perimetro della doccia e la base del lavandino.
Una cosa che fa davvero la differenza nel lungo periodo è asciugare il pavimento dopo il lavaggio normale. Le fughe assorbono acqua come una spugna e quell'umidità trattiene lo sporco. Se passi il mocio e lasci asciugare all'aria, le fughe restano umide per ore e raccolgono tutto quello che ci passa sopra. Un passaggio veloce con un panno asciutto dopo aver lavato il pavimento dimezza il tempo tra una pulizia profonda e l'altra.
Pavimenti su cui fare attenzione
Il bicarbonato è sicuro sulla maggior parte delle piastrelle in ceramica e gres porcellanato, che sono i materiali più diffusi nelle case italiane. Su questi pavimenti puoi strofinare senza problemi.
Con il cotto serve più cautela. Il cotto è poroso e spesso trattato con cere o oli protettivi. Il bicarbonato non danneggia il cotto in sé, ma lo sfregamento ripetuto può rimuovere il trattamento superficiale, lasciando macchie opache. Se hai un pavimento in cotto trattato, prova prima su un angolo nascosto e controlla dopo un giorno se la superficie è cambiata.
Sul marmo e sulle pietre naturali lucide il bicarbonato va usato con molta delicatezza. Non è acido, quindi non corrode come l'aceto, ma la sua azione abrasiva può opacizzare le superfici lucide se strofini troppo forte o troppo spesso. Sulle fughe tra piastrelle di marmo, applica la pasta solo sulla fuga e togli subito eventuali sbavature sulla pietra.
La regola più utile in assoluto è semplice: le fughe si puliscono meglio e con meno fatica quando lo sporco è fresco. Aspettare mesi trasforma un lavoro da venti minuti in un'impresa da pomeriggio intero.






