La muffa nella lavastoviglie si forma soprattutto nella guarnizione dello sportello, nel filtro e lungo i bordi interni dove ristagna l'acqua. Bastano poche abitudini regolari per evitare che compaia e nessuna richiede prodotti costosi o interventi complicati.
Perché la muffa cresce proprio nella lavastoviglie
La muffa è un fungo che ha bisogno di tre cose per proliferare: umidità, calore e residui organici. La lavastoviglie gliele offre tutte e tre. Dopo ogni ciclo di lavaggio, l'interno resta caldo e bagnato per ore. I residui di cibo che sfuggono al filtro o che si depositano nelle pieghe della guarnizione diventano nutrimento. Se lo sportello resta chiuso, l'aria non circola e l'acqua non evapora. In queste condizioni, la muffa può comparire nel giro di una settimana.
C'è un dettaglio che molti ignorano: anche il detersivo non sciolto completamente può contribuire. I residui di pastiglie o gel che si accumulano nel vano dosatore o sulle pareti creano una pellicola umida su cui la muffa attecchisce volentieri. Lo stesso vale per il brillantante in eccesso, che lascia una patina appiccicosa nelle zone meno raggiunte dal getto d'acqua.
I punti dove si forma più spesso
Non tutta la lavastoviglie è ugualmente a rischio. Ci sono zone specifiche dove la muffa compare prima e più facilmente e conoscerle aiuta a concentrare l'attenzione dove serve davvero.
| Zona | Perché si forma muffa | Come controllare |
|---|---|---|
| Guarnizione dello sportello | Trattiene acqua nelle pieghe | Tirare la gomma verso l'esterno e guardare dentro le piegature |
| Filtro e zona scarico | Accumula residui di cibo e acqua stagnante | Svitare il filtro e controllare anche sotto |
| Bracci irroratori | I forellini si otturano e trattengono umidità | Staccarli e guardarli in controluce |
| Vano detersivo | Residui di prodotto non sciolto | Aprire lo sportellino e passare un dito lungo i bordi |
| Angoli inferiori interni | Acqua che non viene drenata del tutto | Passare un panno bianco e verificare se resta scuro |
Il trucco del panno bianco è il più rapido: passalo sulle superfici sospette e guarda cosa resta. La muffa lascia tracce scure, grigie o nere, a volte con un odore di chiuso che riconosci subito.
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Lasciare lo sportello aperto dopo il lavaggio
Questa è la singola abitudine che fa più differenza in assoluto. Quando il ciclo finisce, l'interno della lavastoviglie è saturo di vapore acqueo. Se chiudi lo sportello, quell'umidità resta lì per ore. Se lo lasci socchiuso, anche solo di qualche centimetro, l'aria entra e l'acqua evapora in tempi molto più brevi.
Non serve spalancarlo del tutto, soprattutto se hai bambini piccoli o animali in casa che potrebbero inciampare. Basta una fessura di quattro o cinque centimetri. Alcune lavastoviglie recenti hanno una funzione di apertura automatica a fine ciclo proprio per questo motivo. Se la tua ce l'ha, attivala nelle impostazioni.
Il momento migliore per scaricare i piatti è quando sono asciutti al tatto, di solito dopo un paio d'ore con lo sportello socchiuso. Toglierli subito quando sono ancora caldi e bagnati significa trasferire l'umidità nell'aria della cucina, il che non è un problema grave ma non aiuta nemmeno la lavastoviglie ad asciugarsi.
Pulizia regolare del filtro
Il filtro è il componente che si sporca di più e che viene pulito di meno. Si trova sul fondo della vasca, di solito è un cilindro che si svita a mano. Dentro e sotto si accumula di tutto: pezzetti di cibo, grasso solidificato, semi, frammenti di carta da cucina che qualcuno ha dimenticato su un piatto. Quel materiale, in ambiente umido, è il terreno di coltura che la muffa preferisce.
Puliscilo una volta alla settimana se usi la lavastoviglie tutti i giorni, ogni due settimane se la usi tre o quattro volte a settimana. Per farlo basta sciacquarlo sotto l'acqua corrente con uno spazzolino da denti vecchio, insistendo nei punti dove la retina è più fitta. Se senti odore sgradevole quando lo smonti, significa che andava pulito prima.
Il lavaggio a vuoto con aceto o acido citrico
Un ciclo a vuoto ad alta temperatura, almeno 65 gradi, una volta al mese è sufficiente per tenere sotto controllo sia il calcare che i residui organici. Puoi usare un bicchiere di aceto bianco posizionato sul cestello superiore, oppure due cucchiai di acido citrico in polvere direttamente sul fondo della vasca. L'acido citrico si trova in qualsiasi supermercato nel reparto dei prodotti per la casa e costa poco.
Tra i due, l'acido citrico è più efficace contro il calcare, mentre l'aceto ha un'azione leggermente migliore contro i residui grassi. Non usarli insieme nello stesso ciclo perché si neutralizzano a vicenda. E non usare la candeggina se la tua lavastoviglie ha parti interne in acciaio inox: la corrode nel tempo.
Un dettaglio che conta: il lavaggio a vuoto va fatto senza detersivo. Il punto è far circolare acqua molto calda con un agente pulente leggero, non fare un lavaggio normale senza piatti.
La guarnizione va pulita a mano
Nessun ciclo di lavaggio, per quanto caldo, raggiunge la guarnizione dello sportello in modo efficace. L'acqua spruzza verso l'interno della vasca, ma la guarnizione sta sul bordo e riceve solo schizzi. Le sue pieghe restano umide e sporche a prescindere da quanti lavaggi fai.
Per pulirla, prendi un panno umido con un po' di aceto o di bicarbonato sciolto in acqua e passalo lungo tutta la guarnizione, aprendo le pieghe con le dita. Fallo ogni due settimane. Se trovi già tracce nere, insisti con lo spazzolino da denti. Se la muffa ha penetrato la gomma in profondità e l'odore non va via nemmeno dopo la pulizia, potrebbe essere il momento di sostituire la guarnizione, operazione che un tecnico fa in mezz'ora.
Errori che favoriscono la muffa senza che te ne accorga
Caricare piatti con residui di cibo abbondanti è il primo. Il filtro non è progettato per trattenere pezzi grossi e quello che passa finisce nelle tubature o si deposita nelle zone morte della vasca. Sciacquare i piatti prima di caricarli non è obbligatorio, ma togliere i residui solidi più evidenti sì.
Usare sempre programmi a bassa temperatura è un altro. I cicli eco lavano a 45 o 50 gradi, il che è ottimo per risparmiare energia ma non basta a sciogliere i grassi del tutto. Alternare un ciclo ad alta temperatura ogni quattro o cinque lavaggi aiuta a mantenere l'interno più pulito.
C'è poi chi accumula i piatti sporchi nella lavastoviglie per giorni prima di avviarla. In quel lasso di tempo, i residui di cibo fermentano dentro un ambiente chiuso e umido. Se non riesci a riempirla in giornata, lascia almeno lo sportello socchiuso nel frattempo.
Ogni quanto controllare
Non serve un calendario rigido, ma una frequenza ragionevole aiuta. Il filtro va controllato ogni settimana. La guarnizione ogni due settimane. Il lavaggio a vuoto una volta al mese. I bracci irroratori, quelli che spruzzano l'acqua, vanno smontati e sciacquati ogni due o tre mesi: i forellini si otturano con il calcare e i residui e quando l'acqua non esce bene il lavaggio diventa meno efficace su tutti i fronti.
Se apri la lavastoviglie e senti odore di chiuso o di marcio, non aspettare la prossima scadenza: pulisci subito filtro e guarnizione e fai un ciclo a vuoto. Quell'odore è il segnale che qualcosa sta già crescendo dove non dovrebbe.






